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“BergamoScienza” 2015

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Appuntamento a Bergamo per la nuova edizione di “BergamoScienza”, la rassegna di divulgazione scientifica che dal 2003 anima la città con una serie di eventi destinati al grande pubblico. L’edizione 2015 sarà aperta fino al 18 ottobre prossimo.  

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from ASI Agenzia Spaziale Italiana ift.tt/1Mrdcr7

@AstroSamantha, terminato il “Post-flight tour”

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Si è concluso ieri sera a Napoli il “Post-Flight Tour” dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea – e capitano pilota dell’Aeronautica Militare – Samantha Cristoforetti
 
Accompagnata dai suoi compagni di missione Terry Virts (NASA) e Anton Shkaplerov (Roscosmos), 

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from ASI Agenzia Spaziale Italiana ift.tt/1OsRLHX

Il progetto Nerri: piani UE e Big Pharma per il governo della mente

PIani UE per il neuropotenziamento: Lasciate Stare Il Cervello

PIani UE per il neuropotenziamento: Lasciate Stare Il Cervello

C’era una volta un mondo dove il carattere, la personalità e la forza di volontà erano i propulsori naturali per raggiungere ogni obiettivo. Gli educatori cercavano di forgiare grandi uomini facendo leva sulla fatica e sul sacrificio, i ferri del mestiere per chiunque volesse distinguersi nella vita. Questo aveva anche un senso biologico: chi riusciva a farcela grazie alle sue qualità, aveva più possibilità di tramandare in maniera naturale i suoi geni, dando vita a una nuova generazione di uomini e donne che ereditavano, chi più chi meno, le stesse caratteristiche. Questa era la vera “eugenetica”: la possibilità per chiunque di “farcela” unicamente grazie a se stesso.

Ma in una società sempre più plasmata ad uso e consumo degli interessi economici delle multinazionali, che usano la politica per trasformare i cittadini in una mandria di consumatori perfetti, l’individualità è un valore negativo. The Matrix mostrava sterminate distese di corpi umani (vivi) utilizzati come combustibile per alimentare il sistema, mentre illusoriamente un software ricreava in loro la sensazione di vivere una vita normale, una vita dove il piacere fosse la norma e il dolore solo un ricordo lontano. Era il mito della caverna di Platone.

the matrix

In “Idealismo pratico“, il Conte Richard Kalergi (considerato il padre fondatore dell’Europa Unita), parlava di molteplicità di individui in luogo della molteplicità delle razze (qui il mio recente intervento a La Gabbia, qui un approfondimento sulla figura del Conte). Questo, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto portare a una maggiore governabilità delle masse. Del resto, è il relativismo ad avere spezzato i legami e i valori che una volta cementavano i rapporti umani e li portavano a pretendere con forza diritti e rappresentanza in virtù di principi che andavano rispettati: la famiglia, la religione, l’identità culturale, l’identità politica, la sessualità intesa come valore. Tutte cose che i media e la nuova rappresentazione del cittadino modello di cui si fanno portatori hanno dissolto, creando quel tessuto sociale informe, anonimo e omogeneo necessario per imporre abitudini, gusti e bisogni funzionali al sistema produttivo e governativo.

E adesso, l’Unione Europea investe 3,6 milioni di euro nella discussione per la definizione di regole accettabili sull’utilizzo della tecnologia per il miglioramento delle prestazioni neuro-cognitive. Stiamo parlando del progetto Nerri (Neuro-Enhancement responsible Research and Innovation). L’American Psychological Association l’ha definita un’industria da un miliardo di dollari soltanto negli Stati Uniti. Per farvi capire di cosa si tratta, non c’è niente di meglio che utilizzare le loro stesse parole.“L’ossitocina è un ormone secreto dall’ipotalamo che regola il comportamento materno e quello prosociale (ndr: “che è a favore della società in termini di promozione della solidarietà e dell’integrazione tra le diverse componenti“) e serve a incrementare la fiducia reciproca. Forse dovremmo chiederci se per risolvere i problemi di una società incentrata sull’individualismo dovremmo conseguire un miglioramento della moralità basato sull’ossitocina. Se questo è il caso, allora dovremmo sottolineare il bisogno di sviluppare maggiore conoscenza e l’importanza di rimuovere il velo di ipocrisia che circonda questi temi”.

E ancora…

“C’è bisogno di lenire gli stati di sofferenza? Può una pillola essere vista come un metodo non coercitivo di passare una notte intera a studiare sui libri? Esiste una differenza tra “barare” (ovvero passare un esame grazie agli effetti di una droga) e “migliorare”? I sistemi sanitari nazionali dovrebbero pagare questi farmaci per tutti?”.

Parliamo di un progetto voluto dalla Commissione Europea, nell’ambito del Settimo Programma Quadro per la Ricerca e l’Innovazione. La Commissione Europea, tanto per capirci, non solo si può considerare il vero e proprio Governo della UE, composto interamente da non eletti, ma è l’erede naturale dei primi commissari, sempre non eletti, voluti proprio da Kalergi con il Trattato di Parigi che istituiva la CECA, la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio, sulla quale sarebbe nata la UE così come noi la conosciamo oggi, espressamente (almeno sul piano nominale) voluta per vincolare reciprocamente Francia e Germania in modo che non potessero più farsi la guerra.

Loro sostengono che Nerri serva a normare il settore per renderlo controllabile, coinvolgendo tutti gli attori coinvolti in un ampio dibattito, compresa l’opinione pubblica. A ben vedere, tuttavia, non c’è da essere così ottimisti. Tra i partner che coordinano il progetto figura, ad esempio, la London School of Economics and Political Science, quella dove Franco Frattini, Commissario Europeo, teneva lezioni già nel 2007 sui progetti in corso della Commissione circa la composizione demografica dei popoli europei, che avrebbero dovuto mescolarsi etnicamente e geneticamente ai popoli africani e mediorientali grazie all’immigrazione selettiva (non c’è niente di male nell’incrocio delle razze, se questo avviene spontaneamente, ma la sua pianificazione senza un consenso democratico è più simile ai deliri di un piccolo demiurgo che ai doveri di una classe politica).

Ma soprattutto, sempre tra i partner (questa volta italiani), compaiono il Toscana Life Sciences e la Sissa. La prima è una fondazione senese dell’area “Torre Fiorentina”, dove oggi importanti multinazionali dei vaccini scelgono strategicamente di localizzare le loro principali attività di ricerca e sviluppo (loro stessi lo sottolineano sul sito). Questo fa supporre che la longa manu di Big Pharma potrebbe indurre valutazioni poco obiettive circa la necessità di adottare questo o quel dispositivo tecnologico di miglioramento neuro-cognitivo. La seconda è la scuola internazionale superiore di studi avanzati, dove attualmente campeggiano articoli come “Don’t look at me like that or I’ll swerve“, uno studio dove si riporta che “Un viso con un’espressione emotivamente carica, specie se l’emozione è la rabbia, può influire sul corso delle nostre azioni. L’effetto distraente è potenzialmente pericoloso in alcune situazioni (la guida per esempio)“. Viene da chiedersi se presto potremmo indurre espressioni facciali adeguate alle circostanze attraverso la somministrazioni di smart drugs che consentano di adeguarsi ai parametri di legge (che loro concorreranno a formulare).

Foc.Us Thynk stimolatori neurocognitivi neuropotenziamento

Fantascienza? Macché. In vendita ci sono già elettrostimolatori transcranici che fungono da neurostimolatori per chi soffre di deficit di attenzione, come Foc.Us (e ricordate quanti bambini siano stati letteralmente avvelenati in america per curare proprio il deficit di attenzione, quello che attraverso la modifica arbitraria di alcuni parametri era stato appositamente inserito nel novero delle malattie riconsosciute). Oppure Thync, il triangolino di plastica che, applicato sulla testa, serve a indurre (con tanto di app per smartphone) uno stato di benessere o di maggiore energia. Un massaggio sul collo — dicono -, una secchiata di acqua fredda, un bacio da qualcuno che ti ama, sono tutti segnali nervosi che inducono il cervello a cambiare il nostro stato d’animo. Quindi — sottinteso — perché non farlo artificialmente?

A chi si ispirano tutte queste ricerche? In target=”_blank”>uno dei filmati presentati sul sito del progetti Nerri per alimentare la discussione, si vede un vecchio esperimento dove a un cane viene mozzata la testa, che viene tuttavia mantenuto in vita da un sistema di pompaggio del sangue, mentre uno scienziato gli stuzzica i baffi del muso per provocare a quel che resta della bestiola il desiderio di muovere la bocca e afferrare l’oggetto che lo disturba.

Esperimento cane decapitato

A ruota, viene intervistato Anders Sandberg, filosofo della corrente transumanista, che non accetta la morte.

Così lei desidera essere ibernato e che la sua mente venga ricaricata su un computer?
Sì, questo mi renderebbe felice“.

Sandberg è un neuroscienziato computazionale. Uno di quelli che lavorano al miglioramento delle performance cognitive. A guidare la ricerca nel settore c’è anche gente così. Novelli dottor Frankenstein che vorrebbero avere il permesso di ridurre l’intera umanità a una sterminata distesa di cadaveri da cui estrarre pezzi da riassemblare e ricomporre a piacimento, per soddisfare la loro perversione mentale di avere il controllo sulla vita e sulla morte, temendo soprattutto quest’ultima.

Secondo una ricerca degli psichiatri Gian Maria Galeazzi e Marcella Pighi dell’Università di Modena, in Italia l’86,8 per cento dei giovani ha fatto uso di stimolatori cognitivi almeno una volta nella vita, ma più che altro parliamo di caffè e di bevande contenenti caffeina. Solo il 2% fa uso di amfetamine e nootropi (smart drugs). Ma attenzione: oltre il 60% di loro assumerebbe sostanze che migliorano le prestazioni cognitive (“cognitive enhancer”) se fossero prive di effetti collaterali.

Capite bene quale vasto parco di mucche da mungere questo settore possa diventare. E la Commissione Europea, che nella sua narrazione ama dipingersi come attenta ai valori umani, all’etica, alla solidarietà, cosa fa? Finanzia un progetto di discussione sul tema con 3 milioni e mezzo di euro, affidandolo a un consorzio di partner legati a Big Pharma, che dovrebbe arrivare a stilare le linee guida dalle quali usciranno le regolamentazioni e le direttive europee. Quale sarà il tenore del dibattito alimentato nell’opinione pubblica, secondo voi? Metteranno l’accento sulla necessità di “restare umani” (per citare Vittorio Arrigoni), facendo leva su “carattere, personalità e forza di volontà“, oppure insisteranno su un modello fisiologico della mente, vista come un mero apparato funzionale, il cervello, e non come sede di valori e identità trascendenti che definiscono la persona (o, per i credenti, l’anima)? La domanda, ovviamente, è retorica.

Intanto, Agnes Allansdottir, la ricercatrice sociale dell’Università di Siena che per la fondazione Toscana Life Sciences partecipa al progetto UE Nerri, sta ultimando la pubblicazione scientifica sulla percezione che gli italiani hanno del Neuro-Potenziamento.

Agnes AllansdottirAgnes Allansdottir

A l’Espresso ha dichiarato che gli italiani hanno paura di essere obbligati dal datore di lavoro a utilizzare device tecnologici o farmaci per essere più performanti. In alcune professioni l’uso di pillole che aumentano l’attenzione è già caldeggiato. Piloti, turnisti, addetti agli altiforni, chirurghi che lavorano 18 ore di fila, militari, sono gli esempi che più suscitano apprensione.

Eccola, target=”_blank”>in questo video, sostenere che riguardo alla ricerca in campo genetico ci siano paesi ancora scettici, ma che questo tuttavia non significa per forza che l’opinione pubblica sia contraria: potrebbe semplicemente avere bisogno di essere meglio informata.

Ecco, presto saremo tutti meglio informati. E scommetto che, dopo valanghe di libri, articoli e programmi tv di corretta informazione, chiederemo a gran voce di poter acquistare smart drugs per i nostri figli o piccoli apparecchietti tecnologici da applicare dietro all’orecchio che producono onde positive e ci consentano di vivere una vita serena, equilibrata e, possibilmente, di non sporcare e di non dare fastidio.

from Byoblu.com ift.tt/1jiUEhF

Gli insegnamenti di Don Juan a Carlos Castañeda

“E’ meglio cancellare tutta la storia personale, perché ciò ci libera dall’ostacolo dei pensieri altrui. Solo perdendo l’importanza personale si diventa liberi e si perde un’altra cosa che deve essere abbandonata, ovvero la presunzione.”

“Ogni volta che ti conoscono tu sei una cosa data per scontata e da quel momento in avanti non sarai più capace di rompere i legami dei loro pensieri. Io personalmente amo la libertà di essere sconosciuto.

D’ora in avanti devi semplicemente mostrare alla gente solo ciò che ti importa mostrare, ma senza mai dire come l’hai fatto. A poco a poco devi creare intorno a te una nebbia; devi cancellare tutto ciò che ti circonda finché non si possa dare nulla per scontato, finché più nulla è certo o reale. Ora il tuo problema è chesei troppo reale: i tuoi sforzi sono troppo reali, i tuoi umori sono troppo reali.

Non dare tanto per scontate le cose. Devi cominciare a cancellare te stesso. Parti dalle cose semplici, come il non rivelare quello che fai veramente.”

“La morte è la nostra eterna compagna. E’ sempre a un passo di distanza. Ti osserverà sempre fino al giorno in cui ti toccherà. La morte è il solo saggio consigliere che abbiamo. Ogni volta che senti che tutto va male e che stai per essere annientato, voltati verso la tua morte e chiedile se è vero. La tua morte ti dirà che hai torto; chenulla conta al di fuori del suo tocco.”

“Quando un uomo decide di fare una determinata cosa, deve andare fino in fondo ma deve prendersi la responsabilità di quello che fa. Qualunque cosa faccia, deve prima sapere perché lo fa, e poi deve andare avanti con le sue azioni senza dubbi o rimorsi. In un mondo in cui la morte ci da la caccia non c’è tempo per rimpianti o dubbi. C’è solo tempo per le decisioni.” …

“L’arte di un cacciatore è diventare inaccessibile. Il cacciatore è inaccessibile perché non spreme il mondo fino a deformarlo. Lo tocca lievemente, rimane quanto deve e quindi si allontana agilmente, lasciando appena un segno. Un cacciatore sa di poter attirare sempre selvaggina nelle proprie trappole, perciò non si preoccupa. Preoccuparsi vuol dire divenire accessibile, accessibile senza volerlo. Una volta che ti preoccupi ti afferri a tutto per disperazione, e una volta che ti afferri sei destinato a perdere tutto ciò a cui ti sei attaccato.”

“Un cacciatore che vale il pane che mangia non prende la selvaggina perché mette trappole o perché conosce le abitudini della sua preda, ma perché lui stesso non ha abitudini. E’ questo il suo vantaggio. Non è come tutti gli animali cui dà la caccia, fissato da pesanti abitudini e guizzi prevedibili: è libero, fluido, imprevedibile.”

“La nostra morte ci aspetta e questo stesso atto che eseguiamo adesso può ben essere la nostra ultima battaglia sulla terra. La chiamo battaglia perché è una lotta. Quasi tutti gli uomini passano da atto ad atto senza alcuna lotta o pensiero. Un cacciatore, al contrario, valuta ogni atto; e poiché ha una conoscenza intima della propria morte, procede con giudizio, come se ogni suo atto fosse l’ultima battaglia. Solo uno sciocco non noterebbe il vantaggio di un cacciatore sugli altri uomini. Un cacciatore dà alla sua ultima battaglia il dovuto rispetto. Perciò è naturale che il suo ultimo atto sulla terra debba essere il risultato del meglio che può dare di sè stesso. In tal modo tutto diventa piacevole e si attenua la morsa della paura.”

“Un guerriero è solo un uomo. Un uomo umile. Non può cambiare i disegni della sua morte. Un guerriero potrebbe essere ferito ma non offeso. Per il guerriero non c’è nulla di offensivo negli atti dei suoi simili finché lui stesso agisce entro lo stato d’animo appropriato. Un cacciatore di potere osserva tutto. E tutto gli racconta qualche segreto.”

“Il modo in cui si fa qualsiasi cosa è l’uso del potere personale.L’uomo è soltanto la somma del proprio potere personale, e tale somma determinerà come vivrà e come morrà.

Un uomo di conoscenza è un uomo che ha seguito le fatiche dell’apprendimento: un uomo che, senza precipitarsi e senza esitare, è andato fin dove ha potuto nello svelamento dei segreti del potere personale. Dar la caccia al potere è cosa molto strana. Non c’è un modo di creare un piano o un progetto per farlo. Il guerriero procede però come se avesse un piano, perché si fida del suo potere. Sa di certo che il proprio potere personale lo farà agire nel modo più appropriato.”

“La parte più difficile della vita del guerriero è capire che il mondo è una sensazione. Quando uno non-fa, sente il mondo, e sente il mondo attraverso i suoi schemi. Non-fare sembra semplice ma è difficilissimo. E non si tratta di comprendere il mondo ma di padroneggiarlo.

Arrivare a vedere, naturalmente, è la conquista finale dell’uomo di conoscenza, e arrivarci è possibile solo quando si riesce a fermare il mondo attraverso la tecnica del non-fare. Fino a quando il guerriero continua ad agire senza credere, non-fa.”

“Non c’è modo di sfuggire al fare del nostro mondo, perciò, quello che fa il guerriero è trasformare il proprio mondo nel proprio terreno di caccia. Come un cacciatore, il guerriero sa che il mondo è fatto per essere usato, perciò ne usa ogni minima parte. Il guerriero è come un pirata che non ha scrupoli a prendere e usare tutto ciò che vuole, con la differenza che il guerriero non si preoccupa e non si sente insultato quando a sua volta è preso e usato.”

“Ti devi assumere la responsabilità dell’essere qui, in questo mondo meraviglioso, in questo tempo meraviglioso. Devi imparare a far contare ogni tuo atto, dal momento che resterai in questo mondo solo per breve tempo, troppo breve in verità per assistere a tutte le sue meraviglie. Se non rispondi a questa sfida, è come se tu fossi morto. Allora, se non pensi che la tua vita debba durare per sempre, che cosa aspetti? Perché questa esitazione davanti al cambiamento?”

Tratto da “Viaggio ad Ixtlan

“[…] Non siamo più uomini; non abbiamo più neanche la vita balzana degli animali; siamo cose di cui solo gli altri possono disporre. Dobbiamo fare ribrezzo, per poter essere usati meglio da chi lo vuole; perchè una sola libertà ci rimane: quella di tradirci. E infatti, ognuno di noi, cova, col suo leggero tanfo malato alle viscere, il desiderio di poter finalmente ammiccare ai suoi padroni, che vengono a condannarlo. Vogliamo essere noi i primi aiutanti dei nostri assassini, che hanno inventato complicati meccanismi per ucciderci insieme. […]”
(P.P. Pasolini, “Calderòn”: XVI EPISODIO – Rosaura risponde a Basilio)

from La Crepa nel muro ift.tt/1QilH72