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L’abitante consapevole in 100 mosse: cominciamo da casa nostra

Limitare il nostro impatto su una terra che non ci appartiene diventa sempre più impellente, ma non dobbiamo farci angosciare. Un profondo respiro, ci fermiamo. 

Cominciamo dalla nostra casa. Guardiamo tra le nostre cose come se fossimo ospiti esterni, immaginiamo per loro una storia diversa e costruiamola noi. 100 possibili mosse per dare una vita diversa e più lunga alle cose.

L’immaginazione ci porta oltre. Ci appaiono foreste equatoriali oppure il bosco a pochi chilometri? Vediamo file di freddi strumenti metallici oppure gesti sapienti in un piccolo laboratorio artigiano?
Quanta energia consuma quando lo usiamo? Dove andrà a finire questo oggetto che sta tra i mille altri oggetti? Avrà una vita lunga? Lo vediamo perso tra mille altri abbandonati in una distesa putrescente, oppure ci appare con un ultimo lembo di consistenza e di riconoscimento, magari tra gli oggetti di un’altra casa, con nuovi affetti e forse nuovi usi…


Far viaggiare l’immaginazione a partire dalla nostra casa evoca facilmente sensazioni che potremo accettare o respingere. Potremmo accettare di vedere un campo di cotone, persone chine a raccogliere i fiori bianchi, un velivolo che passa spruzzando sostanze chimiche, piccole mani che filano rapidamente la variopinta tovaglietta su cui ogni giorno mangiamo, così come potremmo accettare di veder ardere l’ultimo filo blu in mezzo ad altri oggetti rapidamente sostituiti.

Ma se tutto questo non sarà facile accettarlo… immaginiamo una storia diversa, e costruiamola noi. Ci siamo divertiti a creare delle alternative agli oggetti trovati in giro per casa, li abbiamo sparsi per la Casa EcoLogica e poi raccolti nella ‘valigia dell’abitante consapevole’.
Ora la ‘palla’ la passiamo a chi abbia altre idee da aggiungere alle nostre:

– un riduttore di flusso per consumare la metà dell’acqua rispetto a un comune rubinetto
– una lampadina a led per illuminare consumando meno
– un fazzoletto da naso in cotone, invece di quelli usa e getta
– la busta della spesa in cotone, invece di quella di plastica
– un tovagliolo di cotone, invece di tanti tovaglioli di carta
– una spilla da balia al posto dei cotton fioc (magari ancora di plastica)
– una saponetta fatta in casa (basta una serata..)
– il detersivo per piatti fatto con limone, sale, aceto e acqua
– lo spruzzino lava superfici fatto di acqua, alcool a 95° e un olio essenziale disinfettante
– la luffa, spugna vegetale coltivabile anche in Italia, che si può buttare nel compost una volta sfinita
– il frullino a mano al posto degli elettrodomestici elettrici
– il mattarello, per fare la pasta e il pane in casa
– la Mooncup, per evitare di consumare circa 300 kg di assorbenti nel periodo fertile di ogni donna
– un pannolino lavabile, per risparmiare più di 6 milioni di pannolini gettati ogni giorno in Italia
– un vecchio pezzo di tessuto per pulire casa
– calze di nylon rotte per spolverare
– una spugnetta abrasiva costruita con le retine di frutta e verdura
– elastici nati da guanti bucati
– una ciabatta con interruttore, per evitare che gli apparecchi elettronici restino in stand-by
– bicarbonato, come detergente universale e per mille altri impieghi
– uno spazzolino da denti con manico riutilizzabile
– una bustina di fermenti lattici per farsi lo yogurt a casa
– un bloc-notes fatto di fogli di carta riciclati, stampati da un lato
– una bustina di semi, per rendere verde il balcone
– una caraffa, per bere l’acqua del rubinetto
– un pezzo di spago o dei fili di recupero per chiudere pacchi al posto dello scotch
– un foglio di carta di giornale per impacchettare i regali in maniera creativa
– una bacinella per raccogliere l’acqua usata nel lavandino e scaricare il WC
– un libro usato, per fare uno scambio invece di continuare ad accumularli sulla libreria
– uno spazzolino usato per pulire a fondo gli angoli di casa
– un cristallo di allume di potassio, da usare come deodorante
– una busta da lettera creata rovesciando quelle usate
– aceto, come anticalcare, detergente e debole igienizzante
– una tazza in ceramica o vetro da tenere in ufficio per bere l’acqua o il tè
– una tazzina da caffè in ceramica o vetro da mettere sotto la macchinetta del caffè dell’ufficio
– una borraccia da riempire al posto delle bottigliette da mezzo litro usa-e-getta
– un pupazzo fatto con un calzetto usato
– un contenitore di plastica riutilizzabile molte volte prima di buttarlo
– la segatura oppure la carta da giornale in striscioline al posto della sabbietta per la lettiera per gatti
– una candela, per risparmiare corrente
– un tappo di sughero. Ogni anno in Italia circola un miliardo di tappi di sughero, che potrebbero essere riciclati al 100% e recuperati in diverse maniere
– un sacchettino antitarme e profumante, con dentro lavanda essiccata
– un ferro da maglia o un ferro da uncinetto, per farsi alcuni vestiti in casa
– ago e fili di cotone per riparare i vestiti e per crearne di nuovi, oppure per fare oggetti d’arredamento
– un contenitore da uova, un sacchetto di carta per andare dal contadino o dal fornaio senza consumarne uno ogni volta
– una torcia a ricarica manuale, per non buttare batterie

Se vi siete divertiti in questo gioco di “immaginazione pratica”, aggiungete nell’area commenti i vostri metodi brevettati!

from La Crepa nel muro bit.ly/2ppHOEr

Cancro: un crepuscolo degli dei.

Tratto dal libro di Alberto R. Mondini “Il tradimento della medicina”

Come è nata questa strana pratica di somministrare terribili sostanze ai pazienti per guarirli, la chemioterapia?

Essa si basa sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l’azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire. Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata, riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento della salute.

Nessuna persona sana di mente penserebbe che l’inquinamento, gli esperimenti atomici o l’incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani.

Tutte quelle discussioni fatte in televisione di volta in volta su chemio o medicine alternative hanno un solo scopo: confondere le idee e annebbiare le menti della gente. 

In verità la questione è di una semplicità lapalissiana e disarmante. Vogliamo sapere se la chemio è una terapia valida o no? 

E’ molto facile saperlo; basta fare quello che si fa con qualsiasi altra cosa di qualsiasi genere per sapere se è funziona o no: si osservano i RI-SUL-TA-TI…

Su di essa esistono studi, statistiche, dati ufficiali accurati.

E’ vero che gli oncologi, con la complicità dei media, creano su di essi una cortina fumogena, ma non è per niente difficile averli; poi basta leggerli. Io li ho trovati e ve li posso comunicare. Ripeto: questi non sono i miei dati, sono i dati ufficiali dell’oncologia ufficiale. Confrontateli con le centinaia di ore di chiacchiere televisive trionfalistiche di Tirelli & C.

Prima di tutto bisogna sapere cosa si intende in medicina per paziente guarito di cancro. Poiché effettive guarigioni non ne ottengono mai, definiscono guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo, anche se alla fine del quinto anno ha un cancro grande come una zucca che gli sta straziando il corpo…

Credo che veramente poche persone conoscano questo dato. Non è che venga tenuto segreto; ma, per darvi un’idea, io per televisione in tanti anni l’ho sentito spiegare solo un paio di volte e solo di sfuggita.
Ricordatevi che cambiare il significato alle parole è un mezzo importante per confondere e dominare. Questo dato pertanto è fondamentale, è una chiave per capire veramente tutti i discorsi che fanno gli oncologi quando parlano di “guarigione”.

Premesso ciò, loro proclamano che: ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 50 guariscono; in altre parole ciò significa soltanto che 50 muoiono entro 5 anni dalla diagnosi, le altre dopo.

In verità la cose stanno perfino molto, ma molto peggio di così.
Se lasciamo perdere le chiacchiere televisive e le cialtronate per ottenere offerte e finanziamenti e ci riferiamo a ciò che effettivamente è scritto e provato, troviamo che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di “tumore certo” è mediamente del 7%. Nella tabella seguente trovate i dati riferiti ad alcuni specifici tipi di tumore. Sono presi dal monumentale trattato “Medicina Oncologica” di Bonadonna e Robustelli” (testo universitario): mille pagine per dire “non ci abbiamo capito niente”.

Tumore / Sopravvivenza a 5 anni

Glomi maligni (cervello):  meno di 10%
Distretto cervico facciale:  meno di 5%
Melanomi maligni meno: di 20%
Neoplasie maligne dell’orecchio e della mastoide:  meno di 25%
Polmone:  7,50%
Mesotelioma della pleura:  0%
Carcinoma dell’esofago meno: di 10%
Carcinoma dello stomaco meno: di 13%
Neoplasie del piccolo intestino:  25%
Carcinoma del fegato:  0-2%
Carcinoma della colecisti:  meno di 3%
Carcinoma del pancreas:  2%.
Carcinoma mammario localmente avanzato: 5%

Ma perfino questi dati sono troppo ottimistici! Un lavoro scientifico pubblicato nel 2004, prende in esame dieci anni di statistiche mediche australiane e americane (gennaio 1994-gennaio 2004) sui risultati della chemio nella cura del cancro. I risultati, usciti dallo spoglio di un campione immenso e più che rappresentativo di circa 227.800 casi di tumore, sono catastrofici: in media, solo il 2% dei pazienti sottoposti alla chemio risulta essere ancora vivo dopo 5 anni dall’inizio del trattamento “terapeutico” (1).

Provate un po’ ad immaginare un impresario edile che costruisce case il cui 93 o 98 % crolla entro cinque anni dalla costruzione. Prima di tutto nessuno lo pagherebbe più e poi verrebbe messo in galera; a meno che qualcuno non lo appenda prima al più vicino lampione… Invece gli oncologi vengono strapagati, onorati, vezzeggiati, ascoltati per ore e ore in noiosissime trasmissioni televisive di medicina. I più famosi oncologi italiani riescono a farsi pagare 200-300 euro o più per una visita di 10-15 minuti!
Incomprensibile… Il fatto è che costoro fanno leva sulla paura, sul dolore e sull’ignoranza di questi dati da parte dei malati e dei loro famigliari. Come la paura e l’ignoranza vengono poi alimentate sistematicamente con ogni mezzo, potete facilmente constatarlo voi stessi.

Il Prof. Luigi Di Bella qualche anno fa avvertì che “se una persona viene dimessa dall’ospedale, si dice che è in remissione. Quando ritorna viene curata e viene dimessa un’altra volta. Se ogni dimissione viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E siccome non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il 10% di mortalità. La fortuna dei medici è che si muore una volta sola”.

Estremamente importante in questo contesto è la vasta indagine condotta lungo 23 anni dal Prof. Hardin B. Jones, fisiologo presso l’Università della California, e presentata già nel 1975 al Congresso di Cancerologia, presso l’Università di Berkeley. Oltre a denunciare l’uso di statistiche falsificate, egli prova che i cancerosi che non si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia N.d.A.) sopravvivono più a lungo o almeno quanto chi riceve queste terapie. Come dimostra Jones, le malate di cancro al seno che hanno rifiutato le terapie tradizionali, mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete.

Uno studio condotto da quattro ricercatori inglesi, pubblicato su una delle riviste mediche più autorevoli del mondo, The Lancet del 13-12-1975, e che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi. La vita media di quelli trattati con chemioterapia completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 220 giorni.

Un altro dato fondamentale che indica come le terapie ufficiali per i tumori siano inefficaci, sono semplicemente le statistiche di morte per tumore. Nonostante le decine di miliardi di euro spesi per la ricerca e le centinaia di miliardi per i trattamenti, i dati degli istituti di statistica di tutti gli stati occidentali mostrano che le morti per cancro dal 1950 alla fine del secolo sono continuamente e notevolmente aumentate.

Riunione del settembre 1994 del President’s Cancer Panel: “Tutto sommato, i resoconti sui grandi successi contro il cancro, devono essere messi a confronto con questi dati” aveva detto Bailar, indicando un semplice grafico che mostrava un netto e continuo aumento della mortalità per cancro negli Stati Uniti dal 1950 al 1990. “Torno a concludere, come feci sette anni fa, che i nostri vent’anni di guerra al cancro sono stati un fallimento su tutta la linea.”

Chi è questo personaggio che esprime idee così eretiche, un naturopata? un ciarlatano, come è stato definito Di Bella? Un guaritore che approfitta dei poveri malati? Uno che non conosce le percentuali di guarigione? Risulta difficile definire ciarlatano o incompetente, John C. Bailar III, insigne professore alla Mc Gill University, uno dei più famosi esperti di epidemiologia e biostatistica. Non parlava del resto ad una platea di sprovveduti; il President’s Cancer Panel è nato in conseguenza del National Cancer Act, un programma di lotta contro il cancro, firmato dal presidente americano Richard Nixon il 23 dicembre 1971 e per cui si sono spesi fino al 1994 ben 25 miliardi di dollari. I dati relativi alla situazione della lotta al cancro vengono forniti direttamente al Presidente degli Stati Uniti. La conclusione principale di Bailar, con cui l’NCI (National Cancer Institute) concorda, è che la mortalità per cancro negli Stati Uniti è aumentata del 7% dal 1975 al 1990. Come tutte quelle citate da Bailar, questa cifra è stata corretta per compensare il cambiamento nelle dimensioni e nella composizione della popolazione rispetto all’età, cosicché l’aumento non può essere attribuito al fatto che si muore meno frequentemente per altre malattie. I dati “grezzi” sono ancora più pesanti.

Esaminiamo altri dati e altre falsificazioni

Gli oncologi vanno dicendo che le possibilità di guarire dal cancro sono molto più alte oggi, il 50 %, rispetto al 20 % del 1930. Se teniamo per buoni questi dati (ma sappiamo che sono privi di fondamento), come mai allora le morti per cancro sono spaventosamente aumentate negli ultimi 70 anni? Il fatto è che nel 1930 non esistevano tutti i sofisticati mezzi di diagnosi e le campagne di sensibilizzazione alla diagnosi precoce; pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente e così il tempo fra la diagnosi e il decesso era breve, se non brevissimo. Oggi invece, poiché la diagnosi avviene spesso in tempi molto più precoci, la morte arriva più tardi rispetto alla diagnosi stessa e più sovente oltre i fatidici 5 anni!

Cito ancora la conclusione a cui sono arrivati ricercatori del Dipartimento di genetica e di biologia molecolare dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma attraverso ricerche sperimentali. Essi “confermano, infatti, che alcuni chemioterapici, quali la citosinarabinoside, il metotrexato, la vincristina ed il cisplatino4 (sostanze usate comunemente e quotidianamente nei trattamenti N.d.A.), in particolari linee tumorali aumentano la resistenza alla morte cellulare (…) Questi risultati sono sorprendenti, poiché dimostrano che i suddetti chemioterapici non uccidono le cellule tumorali, come invece generalmente si ritiene, bensì, impedendo l’apoptosi (morte della cellula, N.d.A.), facilitano la crescita del tumore” (2)

A fronte di un’efficacia nulla della chemioterapia e degli altri trattamenti, ben testimoniata dai risultati, vi è la terribile tossicità delle sostanze usate, tanto è vero che le autorità sanitarie hanno dovuto prendere drastici provvedimenti per salvaguardare la salute dei lavoratori addetti alla manipolazione e somministrazione di questi cosiddetti farmaci (medici, infermieri e farmacisti). Poiché la lista degli effetti collaterali è molto lunga, mi limito a darvi alcune delle caratteristiche tossicologiche in generale e di un paio di sostanze specifiche, prendendole da una pubblicazione dell’Istituto Superiore della Sanità.

Chemio in generale. Tra una ventina di effetti collaterali, troviamo: sterilità, aborti, malformazioni nei figli, danni a cuore, fegato, reni, sistema nervoso e produzione di tumori secondari (!!!).
“Infatti, non solo essi sono in grado di innescare la trasformazionedi cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre le difese endogene contro l’insorgenza di neoplasie” (3)  Lo sanno anche loro che questa è una pratica assassina; di questo non avevo dubbi.

Antraciclinici: “Stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità nel 50 % dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni

Procarbazina: “È cancerogena, mutagena e teratogena (malformazioni nei figli, N.d.A.) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10 % di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”.

Qual’è la castroneria che sta alla base di questa orribile situazione? Nonostante nel corso dei decenni ci siano sempre stati molti pareri contrari, tutta l’oncologia oggi si basa su un’ipotesi (badate bene, solo un’ipotesi), che non è mai stata dimostrata. Secondo questa tesi, il cancro si origina da una cellula che, per un danno genetico, comincia a proliferare all’impazzata. Senza a stare ad esaminare quanto sia attendibile da un punto di vista scientifico questa teoria, limitiamoci a riflettere sui risultati ottenuti su questa base negli ultimi 60 anni: zero. Nonostante il totale fallimento di questa teoria, nessuna voce contraria ha alcuna possibilità di essere ascoltata. Perfino la medicina non convenzionale ne è stata contagiata e, nonostante i suoi risultati sicuramente migliori, non ha trovato il bandolo della matassa.

La fine della grande saga

Fin dagli anni ’40 (almeno per quanto riguarda l’Italia) la dott.sa Jolles Fonti nelle sue documentate pubblicazioni aveva prospettato, inascoltata, l’ipotesi che il cancro avesse un’origine infettiva.
Dobbiamo però arrivare al 1996 perché questa ipotesi cominci a dare i suoi frutti: nonostante le avversioni, le vere e proprie persecuzioni, gli scarsi mezzi, due ricercatori indipendenti arrivano alla soluzione del grande enigma cancro. Oggi, dopo aver osservato per più di 10 anni molti casi clinici trattati con successo, posso affermare senza alcun timore che il cancro è causato da un fungo.

Nel caso del cancro abbiamo un’infezione fungina che costituisce la causa della malattia; le cellule cancerose sono solo una conseguenza, un sintomo; sono anche l’estrema reazione di difesa dell’organismo per isolare il fungo ed impedirgli di infiltrarsi in organi vitali. Accanirsi contro queste povere cellule, come fa la medicina ufficiale, darà come unico risultato indebolire questa difesa e tutto il resto dell’organismo; infatti di regola, dopo la chemioterapia, la massa tumorale diminuisce o sparisce e poco tempo dopo il fungo dilaga con le metastasi e con le micidiali forme di cancro indifferenziato, infiltrandosi dappertutto senza più ostacoli.

L’ing. Enzo Maggiore e il dott. Tullio Simoncini, senza conoscersi, sono arrivati a questa conclusione. 

Ma è quest’ultimo quello che maggiormente è destinato a mettere fine al mostruoso “affare cancro”; questa saga moderna di sofferenze inaudite, di paure, di milioni di morti, di noiose trasmissioni televisive, di raccolte di offerte, di “esperti” pomposi, strapagati e boriosi; la saga delle ricerche infinite e mai concluse, delle scoperte continue ed inutili, delle speranze sempre alimentate e sempre deluse, delle associazioni per la ricerca, delle campagne di prevenzione, ecc, ecc… ma soprattutto la saga dei soldi, tanti, ma proprio tanti soldi.

Ora, come pensate che sarebbe accolta la persona che, dando la soluzione, mettesse fine a tutto questo? Sarebbe onorata? premiata? le darebbero il Nobel? No. Io penso che lei dovrebbe temere per la sua vita… Quello che è ancora più grave per Simoncini è il fatto che la sostanza che ha scoperto essere il miglior rimedio fungicida, e quindi anticancro, è il semplice bicarbonato di sodio (0,80 euro al chilo al supermercato). Di fronte a ciò, come pensate che potranno sentirsi i vari baroni dell’oncologia che per decenni hanno succhiato fondi giganteschi, che hanno condotto complicate, astruse e inutili ricerche, che hanno usato come terapia costosissime e complicate tecnologie e sostanze chimiche? Saranno molto preoccupati, come minimo, e odieranno lo scopritore. Pensate: un cancro allo stomaco, per esempio, sparisce con un cucchiaino di bicarbonato bevuto in un bicchier d’acqua a digiuno al mattino e uno alla sera per qualche settimana.

Quando il caso Simoncini “scoppierà”, non so cosa succederà veramente; ma suppongo che la credibilità di tutta la medicina potrebbe ricevere un colpo così tremendo da non riuscire a sopravvivere (almeno nella sua forma attuale). Questo colpo inoltre ha buone probabilità di ripercuotersi su tutta la scienza e su tutto il pensiero filosofico oggi imperante. Oggi, pertanto, potremo trovarci allo storico punto di svolta che segnerà la fine di quell’enorme, poderosa costruzione del pensiero e del potere su cui ormai si basa tutta la nostra civiltà morente: il materialismo (o, con altro termine più riduttivo, lo scientismo). Questo edificio è talmente possente da far paura ma, se lo esaminate da vicino, vi accorgete che è putrido; non ci vorrebbe molto a farlo crollare e il “caso Simoncini” potrebbe segnare l’inizio della sua fine. Molto dipenderà anche da come i protagonisti riusciranno a gestire la situazione che verrà a crearsi.

Ci sarebbe da scrivere anche sulle cosiddette terapie per l’artrosi, per l’osteoporosi, per i denti, per l’arteriosclerosi, per il mal di testa, per la febbre, ecc, ecc, ecc… praticamente sull’intera medicina.
La dura verità è che non si tratta di qualche errore. È tutta l’impostazione della medicina di stato e delle multinazionali che è totalmente, irrimediabilmente sbagliata; è ovvio che tutte le metodiche che ne derivano siano totalmente e tragicamente sbagliate. Naturalmente gli immensi interessi di soldi e potere che girano nel sistema sanitario sostengono e perpetuano questo stato di cose.

Attualmente questo sistema è assolutamente impenetrabile a qualsiasi possibilità di cambiamento. Non solo le case farmaceutiche, le università, gli ordini dei medici e tutti gli altri elementi del sistema sanitario fanno quadrato contro qualsiasi voce contraria, ma essi trovano appoggio totale nella politica, nella magistratura, nei mezzi di informazione e, paradossalmente, perfino nella maggior parte delle persone. Vittime inconsapevoli, plagiate dal tubo catodico casalingo (per averlo pagano perfino una tassa!), incapaci di un giudizio autonomo o totalmente disinformate, ingannate, truffate, diventano a loro volta carnefici di se stessi, dei propri familiari e perfino di tutte quelle persone oneste che, mettendo in gioco la loro esistenza, osano proclamare certe verità.

Guardate queste persone: sono letteralmente affamate di medicinali. Li vogliono gratuiti, come per diritto naturale. Li vedete uscire dalle farmacie con grandi borse piene delle scatole multicolori che contengono le sostanze necessarie a loro la salute. Sono totalmente irresponsabili per quanto riguarda il loro corpo; hanno assolutamente bisogno di qualcun altro che gli dica come stanno e cosa fare per la loro salute, anche per un minimo disturbo.

In genere cominciano con qualche antidolorifico, antinfiammatorio o qualcosa del genere verso i 40 anni. Venti o trent’anni dopo li vedrete consumare fino a dieci o quindici diversi farmaci ogni giorno; avranno già alcune mutilazioni chirurgiche; pieni di dolori, condurranno una vita avvilente per l’incapacità di assolvere anche semplici funzioni fisiologiche in maniera normale. Possono morire così, maledicendo la vita, le sofferenze e Dio, bruciati dalla chemioterapia (che accetteranno, anzi, vorranno incondizionatamente); oppure potranno vivere ancora per alcuni anni allo stato vegetale per demenza senile o per le conseguenze di un ictus. I più fortunati saranno quelli che moriranno in breve tempo per incidente, infarto o altre malattie fulminanti; se pure è una fortuna morire per questo a 50 o 60 anni…

Questi sono i nostri vecchi, questo è il destino dell’umanità, se non riusciremo a cambiare il sistema.

(1) The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5 year survival in adult malignancies, G. Moran, Clinical Oncol., 2004


(2) 

Nuove prospettive nella prevenzione e nel trattamento delle neoplasie, prof. R.

De Magistris, dott.ssa A. Giordano
(3) Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici, Istituto Superiore di
Sanità
Il Tradimento della Medicina Ufficiale

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Chi vuol sapere troppo non conosce mai niente

Gianni Tirelli

Questo nuovo e singolare popolo del WEB, buona parte del quale sonnecchiava da sempre ai margini di un analfabetismo culturale cronico e ben lontano così dal produrre seri danni alla società – ieri con la televisione e oggi con l’interazione mediatica della Rete, sta dando fondo ad ogni sorta di isteria intellettuale, in ragione di una apparente visibilità insperata. 

Così, investito di un tale, magnanima concessione e sull’onda di una lancinante e da troppo tempo repressa frustrazione da isolamento, si concede spudoratamente a disinvolte conclusioni ed empirici giudizi critici (nel merito di questioni così al di fuori dalla portata, di chiunque sia in possesso di una discreta dose di ragionevolezza e senso del limite), da sconfinare nel delirio di una onnipotenza da ultras da stadio di calcio.

Ignoranti si era e ignoranti si rimane! L’astratta illusione di potere riscattare la nostra condizione di subalternità con l’accesso di massa ai mezzi di comunicazione, è una mera congettura che oggi, i fatti, avvallano tale, in maniera inopinabile.

Così, ad un tratto, questa folla di pappagalli “del copia e incolla” folgorati sulla via di Damasco, come illuminati a cui è stata conferita la missione di decidere le sorti e la salvezza dell’umanità e del mondo, si prodigano dentro un sistematico quanto sterile chiacchiericcio globale, volto a volere suffragare e ufficializzare le tesi più bizzarre, e le conclusioni più azzardate. Ci vuole ben altro e ben altri mezzi per rendere onore alla verità e combattere il Sistema. Oggi, tutti immaginano di avere capito tutto, e di potere così dettare le condizioni e le regole agli altri, forti delle conclusioni rubacchiate, trafugate dal grande mare della Rete, e prese in prestito da uno zelante professionista del “copia e incolla” e in seguito, fatte proprie…

Nel frattempo gli androidi (mai come oggi omologati alla tendenza della notizia bomba dell’ultimo minuto – scoop -), pur di non correre il rischio all’emarginazione ma ancor di più, di essere additati alla stregua di eretici, di pericolosi sovversivi e troppo diversi e distanti dall’idea dominante, e ancora più disonorevole, di non essere diligentemente “informati” sugli accadimenti del giorno o sull’orientamento dei nuovi maestri, volto al revisionismo storico e al negazionismo, si adeguano alla volontà di un regime di “aria fritta” per non dovere fare ritorno nel limbo gelatinoso di uno scomodo anonimato.

E’ la storia che si ripete e che si esprime nell’incapacità di contrastare la paura del dopo e della solitudine, non essendo in possesso di autorevoli parametri di riferimento, in virtù dei quali comparare e raffrontare le proprie intuizioni, stati d’animo e scelte, per poi opporsi alla menzogna dilagante.?E’ la triste narrazione di una società che sul relativismo dei valori e dei principi etici, ha suggellato il suo perverso progetto di schiavitù a piede libero, contando sulla natura codarda e opportunista degli individui che alla forza di una volontà decisionale e alla dignità, hanno anteposto (senza troppo pensarci), l’inoperosità di uno stato vegetativo, e alla libertà, licenza e sudditanza.

Sono le pecore che si abbeverano al fiume dell’imbecillità umana, condividendo le tesi surreali di qualche mitomane senza palle in crisi di astinenza da visibilità, che fa della disinformazione (ma essendosi prima informato da fonti segretissime e secretate e più pertinenti con la sua natura di marpione!), il suo stile di vita. Uno sgarbiano personaggio dell’ultima ora che con l’enfasi, il tono e il vigore verbale di un gesuita d’assalto, declama la sua metodica e puntuale opera di investigazione, sventolando sul naso degli astanti, tesi e trame di sicuro effetto, fra la lo stupore e la meraviglia degli ebeti adoranti.

Sono i novelli predicatori del nulla di questo tempo sospeso, avulsi dal più banale concetto di conoscenza e di cultura, che sia in qualche modo riconducibile ad una loro personale e imparziale analisi delle circostanze. Gente senza spina dorsale, sussulto di orgoglio e slancio di ribellione. Sono quelli che alle ragioni di un onesto e pacato contradditorio, sbraitano e declamano, inveiscono e abbandonano la scena, brandendo come uno scettro, un promemoria di appunti e dati che minacciano di rivelare al mondo.

Il grande Leo Ferré (pace all’anima sua) che ebbe la geniale intuizione di interpretare alcuni testi di Cesare Pavese, cantava: “Chi vuol sapere troppo non conosce mai niente”. Soprattutto di questi tempi di imperante confusione, mai una tale affermazione è stata più confacente e congeniale con la realtà, fino a contraddire ogni generica fantasticheria.

In verità il solo ed unico vero complotto è quello perpetrato dal Sistema Potere contro l’umanità, che ha predeterminato la condizione al fine di trascinare le società dentro uno stato confusionale e contraddittorio senza precedenti, interpretando alla lettera la celebre locuzione latina, divide et impera.

from La Crepa nel muro bit.ly/2osBAEr

Protocolli dei “savi anziani” di Sion

Premessa: L’antisemitismo “storico” è il classico odio contro gli ebrei, ma anche contro i palestinesi che sono per la quasi totalità arabi, quindi semiti.
E’ razzismo puro, non soltanto ideologico ma militarizzato, proprio come quello messo in pratica dal regime sionista di Israele (con l’appoggio USA and Co.), con o senza l’accordo degli stessi israeliani ..
Non bisogna fare confusione, il sionismo non è l’ebraismo e l’antisionismo non è antisemitismo.
Se i Protocolli avessero soltanto un fondo di verità avvalorerebbero senz’altro l’esistenza della cospirazione sionista globale.
Catherine

Il Times di Londra l’8 maggio 1920 dava un largo sunto dei “Protocolli dei Savi Anziani di Sion”, annunziando che questi furono pubblicati in Russia a Tsarkoye Sielo nel 1905 e che la biblioteca del British Museum ne possedeva una copia col timbro di entrata del 10 agosto
1906, n. 3926 d 17.

Il libro fu presentato al popolo russo dal professore Sergyei Nilus. Di seguito qualche passo della sua “Introduzione”:

“Chi esamina questi appunti può, a prima vista, riportarne l’impressione che essi contengano ciò che di solito chiamiamo assiomi; vale a dire delle verità più o meno conosciute, quantunque espresse con un’asprezza ed un sentimento d’odio che di solito non accompagnano le manifestazioni di simili verità. Ribolle fra le righe quell’arrogante e profondo odio di razza e di religione che per lungo tempo è riuscito a nascondersi; ora questo odio gorgoglia, si riversa e sembra che trabocchi da un recipiente colmo di furore e di vendetta, odio pienamente conscio della meta agognata che si avvicina!

Debbo avvertire che il titolo di questo libro non corrisponde esattamente al contenuto. Non si tratta precisamente di verbali di adunanze, ma bensì di un rapporto, diviso in sezioni non sempre logicamente seguentisi, presentate da un potente personaggio. Il documento dà l’impressione di essere una parte di un complesso minaccioso e di maggiore importanza, del quale manca il principio. 
L’origine, già menzionata, di questo documento è evidente….
Secondo le profezie dei Santi Padri, le gesta degli Anti-Cristo devono sempre essere una parodia della vita di Cristo, ed essi pure debbono avere il loro Giuda. Ma, ben inteso, dal punto di vista terrestre questo Giuda non raggiungerà il suo scopo; e perciò, – benché di breve durata, – una vittoria completa di questo “Sovrano del mondo” (l’Anti-Cristo) è assicurata. Si comprende che questo accenno alle parole di W. Soloviev non è adoperato qui come prova della loro autorità scientifica. Dal punto di vista escatologico, non è la scienza che lavora, ma bensì il destino che eseguisce la propria parte importante. Soloviev ci fornisce il canovaccio, sarà il manoscritto che eseguirà il ricamo.

Ci si potrà rimproverare la natura apocrifa di questo documento, ma se fosse possibile di provare l’esistenza di questo complotto mondiale per mezzo di lettere e di testimonianze, e di smascherare i capi tenendone i fili sanguinolenti per le mani, i “Misteri dell’iniquità” sarebbero violati. Secondo la tradizione non devono essere smascherati completamente sino al giorno della incarnazione del “Figlio della perdizione” (l’Anticristo).

Non possiamo, nell’attuale complicazione di procedimenti delittuosi, sperar di avere prove dirette, ma dobbiamo contentarci della certezza acquistata mediante l’insieme delle circostanze, per cui non rimarrà alcun dubbio nella mente di ogni osservatore cristiano. Ciò che segue dovrebbe esser prova sufficiente per tutti coloro che hanno “orecchi per sentire”: è lo scopo che ci siamo prefissi, di spingere tutti a proteggersi a tempo e a tenersi in guardia.”

Una grave questione si è dibattuta recentemente sull’autenticità dei Protocolli. 

Noi non vogliamo dissimularla, sia per omaggio alla verità, sia perché i poco scrupolosi non ne abusino. Anzi noi eviteremo di voler risolvere quella questione nel senso formale, e d’altronde la discussione è troppo lunga e complessa perché qui possiamo riprodurla, tanto più che vi sono sempre convinti sostenitori d’ambo le parti.

A mo’ di esempio rammenteremo questo punto: il fatto indiscutibile innanzi accennato che i Protocolli furono pubblicati in Russia nel 1905 (l’anno seguente il British Museum ne registrava una copia) è citato dagli assertori dell’autenticità come una prova, giacché nessuno potrà dire che la prodigiosa realizzazione odierna dei Protocolli sia il volgare trucco di una opera stampata après coup con una data anteriore. I negatori dell’autenticità citano questo stesso fatto per la loro tesi, dicendo che quando in Russia comparvero i Protocolli, e poi furono ripubblicati, essi non furono presi in considerazione dagli stessi giornali e circoli antisemiti russi che pur avevano tutto l’interesse di farlo: segno, dicono i negatori della autenticità, che si sapeva esser quello un prodotto della celebre “Okhrana”.

Qui potete scaricare i Protocolli di Sion, fotografati pagina per pagina.
Si tratta di 24 paragrafi (detti “protocolli”)..un breve sunto:

“I popoli della Cristianità sono fuorviati dall’alcool; la loro gioventù è resa folle dalle orgie classiche e premature alle quali l’hanno istigata i nostri agenti – e cioè i precettori, i domestici, le istitutrici, gli impiegati, i commessi e via dicendo -; dalle nostre donne nei loro luoghi di divertimento; ed a queste ultime aggiungo anche le cosiddette “Signore della Società” – loro spontanee seguaci nella corruzione e nella lussuria.
Il nostro motto deve essere: “Qualunque mezzo di forza ed ipocrisia!”.

In politica vince soltanto la forza schietta, specialmente se essa si nasconde nell’ingegno indispensabile per un uomo di Stato. La violenza deve essere il principio; l’astuzia e l’ipocrisia debbono essere la regola di quei governi che non desiderano di deporre la loro corona ai piedi degli agenti di una potenza nuova. Il male è l’unico mezzo per raggiungere il bene. Pertanto non dobbiamo arrestarci dinanzi alla corruzione, all’inganno e al tradimento, se questi mezzi debbono servire al successo della nostra causa.”

“I nostri principi sono altrettanto potenti quanto i mezzi coi quali li mettiamo in atto. Questo è il motivo per cui non solo con questi mezzi medesimi ma anche con la severità delle nostre dottrine, trionferemo ed assoggetteremo tutti i Governi al nostro Super-Governo.”
“Il nostro appello di: “libertà, uguaglianza, fratellanza”, attirò intiere legioni nelle nostre file dai quattro canti del mondo attraverso i nostri inconsci agenti, e queste legioni portarono i nostri stendardi estaticamente. Nel frattempo queste parole rodevano, come altrettanti vermi, il benessere dei Cristiani e distruggevano la loro pace, la loro costanza, la loro unione, rovinando così le fondamenta degli Stati.” (Protocollo 1).

“Non crediate che le nostre asserzioni siano parole vane: notate il successo di Darwin, di Marx e di Nietsche, che fu interamente preparato da noi.”
“Per mezzo della stampa acquistammo influenza pur rimanendo dietro le quinte. In virtù della stampa accumulammo l’oro: ci costò fiumi di sangue ed il sacrificio di molta gente nostra, ma ogni sacrificio dal lato nostro, vale migliaia di Gentili nel cospetto di Dio.” (Protocollo 2).

“Oggi vi posso assicurare che siamo a pochi passi dalla nostra mèta. Rimane da percorrere ancora una breve distanza e poi il ciclo del Serpente Simbolico – emblema della nostra gente – sarà completo.”
“Per indurre gli amanti del potere a fare cattivo uso dei loro diritti, aizzammo tutte le Potenze, le une contro le altre, incoraggiandone le tendenze liberali verso l’indipendenza. Abbiamo fomentato ogni impresa in questo senso, ponendo così delle armi formidabili nelle mani di tutti i partiti, e abbiamo fatto sì che il potere fosse la mèta di ogni ambizione. I governi li abbiamo trasformati in arene dove si combattono le guerre di partito. Fra poco il disordine ed il fallimento appariranno ovunque.”

“Sosteniamo i comunisti, fingendo di amarli giusta i principii di fratellanza e dell’interesse generale dell’umanità, promosso dalla nostra massoneria socialista.”

“Noi governiamo le masse mediante i sentimenti di gelosia ed odio fomentati dall’oppressione e dalla miseria. Ed è facendo uso di questi sentimenti che togliamo di mezzo tutti coloro che ci ostacolano.
Quando verrà il giorno dell’incoronazione del nostro Sovrano Mondiale, provvederemo con questi stessi mezzi, e cioè servendoci della plebe, a distruggere tutto ciò che potrebbe ostacolare il nostro cammino.”

“Questo odio diventerà ancora più acuto quando si tratterrà di crisi economiche, perché allora arresterà i mercati e la produzione. Determineremo una crisi economica universale con tutti i mezzi clandestini possibili coll’aiuto dell’oro, che è tutto nelle nostre mani. In pari tempo getteremo sul lastrico folle enormi di operai, in tutta l’Europa. Allora queste masse si getteranno con gioia su coloro dei quali, nella loro ignoranza, sono stati gelosi sin dall’infanzia, ne saccheggeranno gli averi e ne verseranno il sangue. A noi non recheranno danno, perché il momento dell’attacco ci sarà ben noto, e prenderemo le misure necessarie per proteggere i nostri interessi.”

“Ricordatevi della rivoluzione francese, che chiamiamo la Grande Rivoluzione: ebbene, tutti i segreti della sua preparazione organica ci sono ben noti, essendo lavoro delle nostre mani. Da allora in poi abbiamo fatto subire alle nazioni una delusione dopo l’altra, cosicché esse dovranno perfino rinnegarci, in favore del Re Despota, uscito dal sangue di Sionne, che stiamo preparando al mondo.”
“La parola “libertà” porta la società a lottare contro tutte le potenze, persino contro le potenze della Natura e di Dio. Questo è il motivo per cui, quando noi arriveremo al potere, dovremo cancellare la parola “libertà” dal dizionario umano, essendo essa il simbolo della forza bestiale che trasforma le popolazioni in belve assetate di sangue. Occorre però tener presente che queste belve si addormentano appena saziate di sangue e che in quel momento è facile affascinarle e ridurle in ischiavitù. Se non si procura ad esse del sangue, non si addormenteranno ma lotteranno fra di loro.”
(Protocollo 3).

Per approfondire: www.radioislam.org

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Una crescita infinita in un mondo finito è impossibile

Deve esserci una sorta di tacito accordo in politica che impone l’utilizzo della parola ‘crescita’ ogni due frasi.

Crescita (in gergo economico) è diventato il vocabolo che unisce tutti gli americani – repubblicani, democratici, indipendentisti, liberali – diventando sinonimo di benessere e prosperità. 
Misurata dalla crescita del prodotto interno lordo (PIL), la crescita economica è diventata il Sacro Graal del mondo capitalista. La società è così pervasa dalla convinzione generale che più ricchezza materiale viene accumulata, maggiore è il benessere di tutti. 

Nonostante l’assurda iniquità che caratterizza la distribuzione della crescita economica, è raro trovare un economista che non la proponga come cura di tutti i mali della società, secondo l’idea che grazie ad una maggiore ricchezza si può comprare un migliore livello di benessere…

Citando Thom Hartmann nel lungometraggio ‘I Am’, questa percezione è ‘fondata su una verità e su una menzogna della nostra cultura. La verità è che se una persona è nuda e al freddo, di notte all’aperto, sola nella foresta e sotto la pioggia, è infelice. Di questo siamo tutti d’accordo. E se qualcuno gli apre la porta di casa e dice ”Vieni dentro, siediti accanto al fuoco, prendi pure dei vestiti, una coperta, un letto e un piatto caldo”, ecco che con cose piccolissime ma che fanno la differenza, quella persona da infelice diventa subito felice. 

Sebbene la verità di questa affermazione può essere riconosciuta dalla maggior parte delle persone, la ricerca collettiva della crescita economica fine a se stessa dimostra la mancata comprensione del concetto. Il problema nasce quando i bisogni primari sono stati soddisfatti. La felicità non deriva dal consumo di una maggiore quantità di beni materiali, ma da tutto ciò che non può essere comprato col denaro, cioè le relazioni umane, l’amore, il rispetto, l’essere indispensabili per gli altri e molti altri fattori che rendono la vita degna di essere vissuta.
Ma allora perché la crescita economica è inseparabile dal capitalismo nel mondo che conosciamo? 

Quattrocento anni fa John Locke, uno dei padri fondatori del capitalismo, osservò che il cittadino medio non possedeva beni di prima necessità come lenzuola, libri, pentole e padelle, utensili vari e così via, mentre le risorse erano abbondanti e illimitate per qualunque scopo e obiettivo dell’epoca.

Il capitalismo è dunque nato per facilitare la trasformazione delle materie prime in prodotti che potessero essere utilizzati per rendere più facile la vita quotidiana dell’intera popolazione; si basa infatti sull’ideologia che una crescita esponenziale è necessaria per trovare gli incentivi che sostengano la continua ricerca di nuovi beni e servizi realizzabili e vendibili ad un margine di profitto. In linea generale, chi possiede capitali in esubero cerca un modo per investirli e ricavarne così un guadagno. Un tasso di interesse viene dunque aggiunto all’investimento per compensare l’utilizzo temporaneo del capitale, il che significa che agli investitori deve essere reso più denaro di quanto ne avessero inizialmente messo a disposizione. Dal momento che il denaro è creato dai prestiti (debiti) che vincolano a ripagare più soldi di quelli inizialmente stanziati, il sistema economico è continuamente in deficit poiché costretto a ripagare gli interessi dei debiti precedenti e quindi sotto costante pressione a ricorrere a nuovi prestiti per restituire gli interessi di quelli precedenti. Quando finisce il denaro per ripagare gli interessi, ecco che le banche falliscono e il sistema economico implode causando licenziamenti, bancarotte, pignoramenti e congelamenti dei crediti di mercato.

Nel contesto di una società in cui i beni utilizzabili e i servizi sono scarsi (come nella società di Adam Smith e John Locke), questo sistema funziona alla perfezione. Quattrocento anni fa vi era abbondanza di risorse naturali dalle quali attingere per creare prodotti e servizi da poter vendere. 

Quanti paia di scarpe, vestiti, lenzuola, stoviglie rimangono inutilizzati nei magazzini? Sono stati creati persino dei nuovi reality show per analizzare l’ossessione che le persone hanno per le cose materiali. 
A quanto pare abbiamo raggiunto il limite fisico, culturale e spirituale della crescita. Quindi cosa ci aspetta? 

Finché l’attenzione collettiva sarà volta alla continua ricerca della crescita economica, i problemi socio-ambientali saranno destinati ad aumentare. 

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