Il senso di colpa

Vincenzo Bilotta


Il senso di colpa è un’altra emozione fondamentale che un essere umano prima o poi si trova a provare. 

Quante volte ci siamo sentiti in colpa? Tante! Ci si può sentire in colpa per le cose non dette o non fatte. Ci si può sentire in colpa, inoltre, anche quando si pensa di non avere fatto abbastanza per una determinata persona cara che è poi venuta a mancare.

Chi si sente in colpa pensa di non essere stato adeguato alle situazioni che ha vissuto e soffre perchè avrebbe dovuto tenere, a suo avviso, un comportamento diverso da quello che è stato invece capace di avere. Ma da cosa nasce il concetto di colpa? La sua matrice è sicuramente di stampo religioso. Infatti, secondo la religione cristiana noi nasciamo colpevoli (di essere nati?) e man mano che andiamo crescendo diventiamo peccatori.

Fin da piccoli ci viene instillato il concetto di colpa sia da i nostri genitori che dagli educatori che “subiamo” nel corso della nostra formazione fisica ed intellettuale.

Chiunque è pronto a rimproverarci quando facciamo qualcosa che, a suo avviso, non va bene e per ciò stesso veniamo messi in punizione. Ciò ci farà crescere delle persone insicure e piene di paura di sbagliare o di non fare mai abbastanza per compiacere gli altri…

La realtà è ben diversa, se solo si cambia visione prospettica e si esce dagli schemi canonici ereditati da un retaggio formativo-culturale inadeguato e soppressivo delle potenzialità di ciascun individuo. Il senso di colpa nell’adulto deriva quasi sempre da una tendenza da parte di quest’ultimo a giudicarsi inadeguato rispetto agli eventi e alle persone. In realtà ciascuno è di per Se stesso perfetto e fa del suo meglio per aiutare le persone che hanno bisogno di lui.

Per voltare pagina e iniziare una nuova vita in cui non sia più presente alcun senso di colpa, occorre tagliare i ponti col passato e smetterla di giudicarsi inadeguati rispetto alle situazioni già vissute o che si stanno vivendo. Solo capendo che si è fatto del proprio meglio in un determinato contesto si potranno ritrovare la pace e l’equilibrio che da sempre si cercavano.

Solo capendo che non ci sarà nessuna giuria (tranne noi stessi) a valutarci, potremo agire senza avere più paura di essere giudicati. Solo esercitando la Presenza sul senso di colpa potremo capire che questo è solo uno dei tanti schemi mentali derivanti dalle convinzioni limitanti ereditate e fatte nostre attraverso “l’educazione” ricevuta.

Quando si è Presenti, la prospettiva cambia nella misura in cui noi lo crederemo possibile. Infatti, la sola Presenza sull’emozione non basta a cambiarla. Certo, Essere Presenti è il passo fondamentale da compiere che ci permette di conoscere e vivere, senza più reprimerla, l’emozione che è in noi. Una volta esercitata la Presenza sull’emozione occorre anche avere Fede affinchè ciò possa realizzarsi e Volontà di vivere in maniera nuova e diversa una vita che ci faccia essere finalmente liberi e spensierati come lo sono i bambini prima di venire “educati”.

Il bambino, infatti, fa quello che si sente in maniera spontanea e disinvolta. Esso non conosce alcuno schema comportamentale, almeno fino a quando non verrà rimproverato o giudicato negativamente per ciò che ha fatto. Auguro a tutti voi di tornare bambini in questo mondo e vivere con innocenza e libertà ogni situazione perchè, come ebbe a dire Gesù un giorno: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perchè a chi è come loro appartiene il regno di Dio”(Mc 10,14).

Fonte: vincenzobilotta.blogspot.it

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